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(1293-1297) Card. Landolfo Brancaccio "Il Napoletano"


L'esistenza del Vescovo Brancaccio, poi Cardinale, nella cronologia aversana la si deve al Capaccio, vissuto tra il XV ed il XVI secolo.
Costui descrive che il Brancaccio era della città di Napoli e divenne Vescovo di Aversa.
Tutti gli altri autori che sinteressano di tale faccenda, o trascurano il nome di Brancaccio o hanno dei dubbi a riguardo.

Esiste, frattanto, un documento comunale che riporta un privilegio concesso alla città di Aversa, nel 1294, dal re Carlo II d'Angiò.
Il documento parla che il privilegio era di poter suonare le due campane apposte di nuovo al vecchio campanile della chiesa Cattedrale (ciò fa supporre l'esistenza, in quell'epoca, di un altro campanile), al tempo appunto di Brancaccio.

Non era certo il Brancaccio un uomo da sottovalutare, poiché, pur rimanendo a dirigere la Diocesi di Aversa, fu nominato Cardinale dal Papa Clemente V, nel 1294.

Difatti, la storia dice che fosse rimasto in sede aversana ancora tre anni, sino al 1297, non riportando, poi, il motivo della sua scomparsa; probabilmente dovette raggiungere Roma ed operare in questa città, oppure inviato quale ambasciatore a servizio della Santa Sede.
Intanto continua, in quest'epoca, l'aggressione indomita sia degli eretici, sia dei capi delle nascenti nazioni. E se gli eretici seminavano discordie all'interno della Chiesa, i re ed i principi spadroneggiavano, usurpando i diritti che non gli competevano.

L'azione del Brancaccio, dunque, fu adoperata forse per disbrigare complicate faccende, avendone la possibilità ed apprezzato per le sue doti, da tutti.

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