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(1980-1992) Giovanni Gazza "Il Missionario"

A seguito della inaspettata morte del predecessore, la sede di Aversa si rese vacante e la Diocesi era in attesa del nuovo Pastore, diffondendosi le più strane notizie a riguardo.
A spezzare l'incanto della snervante attesa provvide il sisma del 23 novembre 1980, che anticipava 'larrivo del neo eletto.
Mons. G. Gazza aveva ricevuto la comunicazione della sua nomina ad Aversa il 27 ottobre 1980, ma, tenuto al segreto d'Ufficio, non poteva comunicarla a nessuno e tantomeno agli interessati.
Il terremoto, avendo colpito anche la città di Aversa e Diocesi, fu lo svelatore per comunicare la notizia, e in tal modo l'eletto, in pochi giorni, si affrettò a prendere possesso della Diocesi; possesso che avvenne il 21 dicembre dello stesso anno.
Giovanni Gazza, figlio dei fu Luigi e Alessandrini Gemma, nato in Parma il 19 luglio 1924; battezzato a Parma il 27 luglio 1924, cresimato da Mons. Guido Conforti (fondatore dell'istituto missionario a cui appartiene) nel maggio 1931. in quell'occasione il cresimante, poggiando la mano sulla testa dei fanciullo, chiedeva se si fosse fatto missionario anche lui come un suo zio appartenente allo stesso Istituto. Dopo aver fatto la prima Comunione, ricevuta appunto dallo zio missionario, frequentò le scuole elementari pubbliche sino alla 4°, mentre la 5° elementare e le scuole medie presso i Salesiani.
lI 24 settembre 1939 entrava nell'istituto saveriano per il quarto ed il quinto ginnasio. Passava al noviziato, emettendo i voti religiosi l'8 settembre del 1942.
Dopo gli studi classici, frequentò i 4 anni di Teologia presso il seminario maggiore di Parma ed il 29 giugno 1949 veniva ordinato Sacerdote nella Cattedrale di Parma da Mons. E. Colli.
Si iscrisse all'Università deI S. Cuore di Milano alla facoltà di Scienze Economiche e all'Università di Parma a Legge, ma non poté conseguire la laurea perché destinato alle opere saveriane del Brasile. Partì, difatti, il 21 gennaio 1957 con il compito di operare nel Centro Missionario e nel 1957, in ottobre, occupò la carica di Rettore della Casa di S. Paolo, mentre in varie parrocchie svolgeva il ministero sacerdotale. Divenuto Superiore del Seminario missionario di Jaguapità venne nominato nel 1962, da papa Giovanni XXIII, Vescovo di Circesio e primo Prelato Nullius della Prelatura di Abaeté de Tocantins (Amazzonia).
Fu consacrato nella Basilica mariana dell'Aparecida il 08 dicembre 1962.
Si recò subito nel nuovo campo di lavoro apostolico, affrontando pericolosi e faticosi viaggi sui grandi fiumi amazzonici.
lI 3 agosto deI 1966 i confratelli lo elessero Superiore Generale dell'istituto Saveriano, perciò tornò in Italia, ma iniziò il suo peregrinare per le Case missionarie sparse un po per il mondo.
Allo scadere del mandato fu di nuovo eletto, carica che tenne sino allanno 1977, esperimentando abitudini e costumi nelle varie parti del mondo.
Si ritirò a Parma per un po di tempo ed attese a rielaborare le norme Costituzionali del suo Istituto.
Il lavoro fu tanto prezioso allorché i Capitolari del suo Istituto, dovendo stendere il testo definitivo delle nuove Costituzioni, se ne servirono abbondantemente.
Sostando a Parma, nel suo Istituto, ricevette I'annuncio di nomina a Vescovo di Aversa il 27 ottobre 1980, come accennato, divenendo il 75esimo nella serie episcopale.
Nel giorno del suo arrivo in Aversa, 21 dicembre 1980, Mons. G. Gazza proclamava: Vengo come amico e fratello di tutti e di ciascuno; con voi SONO CRISTIANO, PER VOI SONO VESCOVO secondo l'espressione di S. Agostino.
Invitava la Diocesi a vivere l'impegno di vita ecclesiale, secondo il cammino tracciato dal Concilio Vaticano Il°, in una duplice fedeltà: a Cristo ed all'uomo.
La Chiesa - continuava - serve l'uomo praticando le opere della misericordia cristiana, quelle corporali e quelle spirituali.
Concludeva: la crescita della Chiesa locale dipenderà dall'impegno di ciascun cristiano, secondo le responsabilità ed il modo che gli compete.
Così, con spirito tipicamente missionario, Mons. G. Gazza abbracciava la Diocesi con la relativa responsabilità che ne derivava. 
Giorno dopo giorno, il Pastore missionario cerca di arrivare a tutti e ovunque, servendo la Diocesi a tempo pieno, dimostrando sempre la sua disponibilità.
Per quanto è già storia, il Presule sarà certamente ricordato, ma non in questo semplice profilo.
Il Pastore, a piene mani, con paziente tenacia sparge il seme nel variegato campo di azione, ma la crescita è condizionata pure alla volontà dei collaboratori sparsi nella grande famiglia dell'agro aversano.

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