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1326-1337) Fra Raimondo de Mausac "l'Inquisitore" 

Sembra strano che la cronologia segua con la nomina di un altro Vescovo francese.
Non deve dimenticarsi che il papato, dal debole Clemente V, eletto per volere di Filippo IV, era stato trasferito in Francia, nella città di Avignone, esattamente nel 1309.
Spesso il Papa, oltre ad interessarsi dei fedeli sparsi nel mondo, doveva anche, tramite suoi legati, sorvegliare su beni temporali e nomine di re (pesante eredità medioevale).
Aversa, in quel tempo, faceva gola a molti, quindi, ogni qualvolta il Vescovo doveva essere nominato, sorgevano litigi aperti o serpeggianti, intrighi ed oscure manovre.
Il Papa Giovanni XXII, come altri 5 suoi successori, dovevano destreggiarsi per non crearsi nemici, perciò intervenivano di persona e sceglievano Vescovi (momento delicato perché i Vescovi erano coinvolti nelle amministrazioni e distribuzioni di feudi) loro amici, ed essendo francesi, facilmente preferivano dei connazionali.
Si scusi questa digressione necessaria ed illuminante, altrimenti non si potrebbe spiegare tanta distinta ricercatezza nelle nomine, e così per la scelta a Vescovo di fra Raimondo. Non fu, certo, una scelta facile; i canonici aversani avevano designato un Pietro de Mareriis, canonico, ma il deputato non fu accetto al Papa, il quale volle scegliere un altro frate francescano, già Vescovo, ma francese.
Fra Raimondo, essendo già a Chieti, fu trasferito ad Aversa il 21 aprile 1325, per decreto di Giovanni XXII.
Qualche anno dopo il Raimondo fu creato Cancelliere del duca di Calabria e, con questa nomina, il Vescovo si allontanò da Aversa, che fu amministrata da un Vicario.
L'azione del Vescovo giovò alla Diocesi, che si arricchì di altri casati in tenimento di Briano e di Gricignano.
La storia lo nomina in Toscana, condannando Cecco dAscoli quale negromante, che, inquisito, dovette subire il rogo. In questa regione dové arrivare una nutrita spedizione (con l'ordine di punire alcuni rei) diretta oltre che dal Raimondo, dal re Roberto e diversi aversani, appartenenti a famosi casati.
Non vi sono indizi, infine, per stabilire se il Raimondo finì la sua vita terrena in Aversa o altrove.

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