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(1268-1276) Fideigrazia "L'Affabile" 

Di origine incerta: veneto per alcuni, spoletano per altri. E certo che Fideigrazia, prima di essere eletto Vescovo di Aversa, fu coadiutore del vescovo di Spoleto e su questa notizia tutti gli autori sono d'accordo.
Circa, poi, il nome che a noi oggi sembra strano, non faceva meraviglia all'epoca, poiché era divenuta una prassi assegnare nomi composti di origine latina.
L'influenza della lingua latina è durata - tra il popolo - diversi secoli e, se rimase lingua ufficiale della Chiesa, andò in disuso nell'uso quotidiano, sostituita da quella volgare, seguendo in ciò anche l'esempio dei nostri più grandi poeti, con a capo Dante Alighieri.
Si dice che il popolo, non riuscendo a pronunziare Fideigrazia, chiamasse il suo Vescovo semplicemente Fidanzia, essendo questo nome più scorrevole.
Aversa era tutta sconvolta, all'arrivo del Vescovo Fideigrazia, e a buona ragione, essendoci stata la repressione e lo sterminio da parte del re Carlo I d Angiò.
Fu una fortuna, forse, l'insediamento del nuovo Vescovo: gli animi si placarono, anche per l'opera paziente e dolce del Vescovo Fideigrazia.
Intanto gli Angioini, volendosi rappacificare con i cittadini, diedero termine alle vendette ed iniziarono a costruire opere sociali, dietro suggerimento, certamente, del Vescovo.
Così Aversa vide sorgere un lebbrosario, fuori porta S. Nicola, luogo detto Maddalena (nel 500 circa divenuto Ospedale per i matti).
In quel tempo la lebbra era arrivata in Europa per mezzo dei crociati e si era estesa a macchia d'olio per numerose regioni, mietendo molte vittime.
Il re Carlo I d'Angiò volle anche donare le due campane del vecchio campanile del Duomo, allorché si ergeva elegante e snello dietro l'ambulacro, esposto ad oriente della chiesa.
Il Vescovo partecipò, invece, qualche anno prima della morte, al II Concilio di Lione, ove si discuteva sulle persone della SS. Trinità.
Di lui si sa che morì in Aversa e certamente dovette essere seppellito nel cimitero accanto alla Cattedrale.
Come Pastore non smentì il significato del suo cognome: agì con fede e profuse grazia negli amorevoli contatti umani, lasciando nei cuori affranti la sua dolcezza paterna.

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