(1342-1357) Giovanni VI "il Pio" 

Se bisogna dar credito ad una lapide - andata distrutta - che era apposta sul sepolcro di questo Presule, sita nel Duomo di Aversa, bisogna riconoscere di Giovanni VI una vita fatta di pietà, di zelo, di buon esempio e di sprone sia per il clero che per i fedeli.
Costui fu nominato alla sede aversana, tramite elezione, approvata, senza riserve, dal Papa Clemente VI. Era chiamato, il nuovo eletto, Giovanni de Glaudiis e sarebbe stato scelto tra il clero di Bari, essendo cantore dell'attuale basilica di S. Nicola.

Appena arrivato in Diocesi, Giovanni VI, stando sempre alla suindicata lapide, fu un inclito assertore della chiesa aversana.

Dopo qualche anno, nel 1348, una funesta disgrazia si abbatté in Aversa; difatti fu assediata e danneggiata dai francesi, ed in tal frangente si conobbe il cuore del Vescovo.

Nel 1349, invece, un terremoto violento fece crollare il Duomo e, forse, il vecchio campanile, che non fu più restaurato, come pure molti caseggiati crollarono.

Il Vescovo Giovanni VI non rimase inattivo nemmeno questa volta, poiché, se amava il clero e la sua Cattedrale, non poteva dimenticare i suoi fedeli, prodigandosi per tutti.
I danni subiti dalla Cattedrale furono riparati in tre anni ed il Vescovo, esortato pure dal Papa Innocenzo IV, rimise in piedi il Duomo più bello di prima, collaborato dal clero e dai fedeli, che corrisposero all'opera zelante del Pastore.
Fu, Giovanni VI, uno dei pochi vescovi di quei tempi che mai si allontanò dalla diocesi, l'amò, le diede nuovo impulso e non volle abbandonarla neanche in morte, poiché - per la lapide menzionata - fu seppellito ai piedi dell'altare maggiore: forse a simbolo del suo continuo insegnamento.