(1357-1370) Angelo de Ricasoli "il Nobile" 

La permanenza del Papa ad Avignone comportava la scelta alle migliori sedi vescovili (del tempo) di personalità francesi.
Per Angelo de Ricasoli fu un'eccezione, essendo discendente da nobile famiglia fiorentina che forse aveva una certa ascendenza tra i notabili.
Un'altra ragione della scelta del Ricasoli poteva essere un eventuale compromesso. Non è facile oggi spiegarsi tante cose, per noi, incongruenti o strane, accadute nel passato.


Il Ricasoli era già Vescovo di Sora (FR) ed anche questo poteva essere un motivo a suo favore per essere stato trasferito, nel 1357, alla sede vescovile di Aversa.
Cè, intanto, una discordanza per l'anno della nomina del Ricasoli, poiché nel manoscritto del Calefati - nonostante si nomini il Papa di allora, Innocenzo III - si riscontra un ritardo di 2 anni, non quindi venuto in Aversa il 1357 ma il 1359.
Durante il periodo rimasto ad Aversa, non si può testimoniare del Ricasoli né vita, né miracoli compiuti; quel periodo forse dovette essere di attesa per il Vescovo mentre per le Autorità una malcelata calma.
Giovò, certo, al Ricasoli, perché egli mirava altrove e ci riuscì - Aversa fu per lui soltanto una pedina - appena possibile andò altrove.
Di fatto, resasi vacante la sede di Firenze, chiese là il trasferimento, avvicinandosi alle sue terre (era verso il 1370).
Il Ricasoli non dovette trovarsi a suo agio in Firenze, perciò chiese un nuovo trasferimento, passando alla sede di Faenza, suffraganea di Bologna; infine il Ricasoli ebbe come sede Arezzo.
La storia ci ricorda che il Ricasoli ripudiò il cognome e lo stemma di famiglia, preferendo essere chiamato Angelo dei Serafini. Tale sua decisione non si può dimostrare se avvenne all'inizio del suo episcopato o in seguito.
Infine, se fu un contrasto con i familiari o perché invaso da serafico ardore: questo non sta a noi dirlo.