(1219-1234) Giovanni IV Lamberto "Il Contraddetto"

Per la nomina di Giovanni Lamberto dovette intervenire personalmente il Papa Onorio III, che prima lo nominò Vescovo di Aversa e poi scrisse una lettera apostolica all'imperatore Federico II (per annunziare la sua scelta).

Giovanni Lamberto era stato individuato tra il clero amalfitano, essendo arcidiacono di quella Cattedrale.

Era già stato nominato dall'anno 1222 e consacrato, secondo i documenti vaticani, il 1225, ma solo dopo qualche anno poté raggiungere la sede vescovile assegnatagli, ossia Aversa.
Si raggiunse tale scopo perché - come anzidetto - Papa Onorio si decise a scrivere all'imperatore, notificando che la sede aversana non poteva più rimanere senza Pastore.
Non ottenne subito il visto dell'imperatore, ma si arrese a malincuore, Onorio III, essendo il vescovado aversano, come afferma il Baronio, uno di quel li malvisti dall'imperatore.
Come il Vescovo Gentile, anche Giovanni Lamberto, si dice, fu amico di S.Francesco e dei suoi frati, tanto è vero che la Diocesi di Aversa è una tra le prime in Campania che vanta chiese antiche francescane.
Oltre la chiesa di S. Antonio, già donata ai Conventuali (figli di S. Francesco: uno dei tre rami in cui si divise l'Ordine), ci fu in Aversa città, e nei tempi in Diocesi, un pullulare di opere e case francescane.
Non si può certo dimenticare il convento e la chiesa di S. Francesco in Aversa: dopo l'incameramento dei beni ecclesiastici, nel 1870, da parte dello Stato, una parte del convento e quasi tutto il giardino delle monache attualmente accoglie il Municipio, che emerge tra vasti spazi.
Il convento fu realizzato dalle famiglie più nobili e benestanti della città, sorto tra il 1230-35, per accogliere le clarisse. Da qualche decennio, estintesi tutte le monache, la parte attigua alla chiesa è stata trasformata in locali idonei per associazioni ed opere diocesane.
Il Giovanni IV, a conferma del suo spirito francescano, volle affidare al PP. Conventuali anche la chiesa di S.Chiara in Napoli, nel 1234, essendone proprietaria la mensa vescovile aversana.

E' da questo anno, non si fa più parola del Vescovo Giovanni Umberto.