(1254) Federico "L'Abusivo"

Per oltre un decennio cè un'interruzione nella sede vescovile, dovuta a vari episodi non sempre registrati.

Perciò l'Abate del monastero di S. Lorenzo in Aversa, di nome Federico, fu scelto quale Vescovo di Aversa nell'anno 1254.
Una disgrazia, invero, si abbatté su Aversa, essendo Pastore Federico: Aversa si era ribellata all'obbedienza del Papa.

Non si fecero attendere a lungo le conseguenze, poiché il pontefice romano - come si ricorda dall'Archivio capitolare - scomunicò la città (la scomunica papale è un grande castigo medicinale, consistente nella privazione di dispensare o ricevere sacramenti e, per i chierici, anche la rimozione dal beneficio).

L'interdizione - sebbene oggi non sia stata abolita - era più frequente all'epoca in cui visse Federico e così per altri periodi di storia.
Per qual motivo, ci si chiede, Aversa fu colpita da scomunica?
Per avere una risposta approssimativa, si dovrebbero riportare tanti episodi dell'epoca; basta accennare, soltanto, alla lotta per le investiture, che costrinse, qualche decennio prima, il Papa Gregorio VII all'esilio di Salerno, ove morì, lontano dalla sua sede di Roma.
Quantunque - dopo i primi segni di lotta - Papa Innocenzo III avesse prescritto la libera elezione dei Vescovi, indirizzando il relativo documento, nel 1198, anche alla regina Costanza di Napoli, gli abusi, da parte regia, continuavano.

Il Papa aveva anche dettato le regole per l'elezione di un Vescovo: il Capitolo, come dianzi fu detto, sceglieva ed eleggeva la persona, il re dava l'assenso ed il popolo lo accettava.
Il primo caso, in tal senso, si era avuto ad Aversa, con l'elezione del vescovo Gualtiero, di cui già si è fatto cenno.
Per la nomina, quindi, del Vescovo Federico, si deve essere certi che non furono rispettate le decisioni di Innocenzo III e sia stata imposta dal re Corradino (o da Manfredi, suo sostituto) della casa sveva.
Si spiega pure, perché è riportato nella cronologia solo per un anno; dovette, il Vescovo Federico, essere deposto e cacciato, non essendo stata accreditata la sua scelta dalla S.Sede.