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aversa francescana

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Un pensiero per ogni giorno dell'anno

Buona giornata a tutti!...

Ci sembra sentire ancora l'eco di questo cordiale augurio con cui Padre Pio era solito congedarsi, ogni mattina, dai fedeli che l'attorniavano.

Perché l'eco di quella voce cara non si spenga, noi vorremmo, con questi pensieri, farla riecheggiare ogni giorno al nostro orecchio e depositarla nel nostro cuore, quale germe di santi propositi e di fruttuose opere.

Semplice, confortante, ed illuminante parola quella del Padre: come un saluto amichevole, un confidenziale buon giorno....

Ottobre

1Camminate con semplicità nella via del Signore e non tormentate il vostro spirito. Bisogna che odiate i vostri difetti ma con odio tranquillo e non già fastidioso ed inquieto; fa duopo avere con essi pazienza e ritrarne vantaggio mediante un santo abbassamento. In difetto di tal pazienza, mie buone figliuole, le vostre imperfezioni, invece di scemare, crescono sempre più, non essendovi cosa che unisca tanto i nostri difetti quanto linquietudine e la sollecitudine di volerli allontanare (Epist. III, p. 579).
2Guardati dalle ansietà ed inquietudini perché non vi è cosa che maggiormente impedisca il camminare nella perfezione. Poni, figliuola mia, dolcemente il tuo cuore nelle piaghe di nostro Signore, ma non a forza di braccia. Abbi una gran confidenza nella sua misericordia e bontà, chegli non ti abbandonerà mai, ma non lasciare per questo di abbracciare bene la sua santa croce (Epist. III, p. 707).).
3

Non ti inquietare quando non puoi meditare, non puoi comunicarti e non puoi attendere a tutte le pratiche devote. Cerca in questo frattempo di supplire diversamente col tenerti unita a nostro Signore con una volontà amorosa, con le orazioni giaculatorie, con le comunioni spirituali (Epist. III, p. 424).

4Camminiamo, dunque, sempre anche nel nostro passo lento; purché abbiamo laffetto buono e risoluto, non possiamo se non camminare bene. No, mie carissime figliuole, non è necessario per lesercizio della virtù stare sempre attualmente attente a tutte; questo veramente imbroglierebbe troppo i vostri pensieri ed effetti (Epist. III, p. 588).
5Discaccia una buona volta le perplessità e le ansie e godi in pace le dolcissime pene del Diletto (Epist. III, p. 436).
6

La tua predica sia limmolazione perenne di te stessa; essere dovunque delicata apparizione ed essere come il sorriso di Dio (FM, 165).

7Mi sento proprio schiantarmi il cuore dal petto nel sentire le tue sofferenze, e non so cosa farei per vederti sollevata. Ma perché agitarti tanto? Perché smani? E via, figliuola mia, mai ho visto regalarti tanti gioielli da Gesù come adesso. Mai ti ho vista così cara a Gesù come adesso. Dunque di che temi, tremi e paventi? Il tuo timore e tremore è simile a quello di un bambino che sta in braccio alla mamma. Dunque è timore sciocco ed inutile il tuo (Epist. III, p. 442).
8

In particolare non tengo nulla a rimprovare in te, allinfuori di questa agitazione alquanto amara in te, che non ti fa gustare tutta la dolcezza della croce. Emendati di questa e continua a fare come hai fatto sinora, ché fai bene (Epist. III, p. 447).

9

Ti prego poi a non angustiarti per quello che io vado ed andrò soffrendo, poiché il soffrire, per quanto grande sia, messo di fronte al bene che ci aspetta, riesce di diletto per lanima (Epist. III, p. 402).

10In quanto al tuo spirito stai tranquilla ed affida sempre più tutta te stessa a Gesù. Sforzati di uniformarti sempre ed in tutto alla divina volontà, sia nelle cose favorevoli che avverse, e non essere sollecita per il domani (Epist. III, p. 455).
11

Non temere sul tuo spirito: sono scherzi, predilezioni e prove dello Sposo celeste, che vuole assomigliarti a lui. Gesù guarda le disposizioni ed i buoni voleri dell'anima tua, che sono ottimi; e questi accetta e premia, e non già la tua impossibilità e incapacità. Quindi stai tranquilla (Epist. III, p. 461).

12
Non ti affaticare intorno a cose che generano sollecitudine, perturbazioni ed affanni. Una sola cosa è necessaria: sollevare lo spirito ed amare Dio (CE, 10).
13
Ti affanni, mia buona figliuola, a cercare il sommo Bene. Ma, in verità, è dentro di te e ti tiene distesa sulla nuda croce alitando forza per sostenere il martirio insostenibile e amore per amare amaramente l'Amore. Quindi il timore di vederlo perduto e disgustato senza avvedertene è tanto vano, quanto egli è       vicino e stretto a te. Vana è parimenti lansia dell'avvenire, giacché il presente stato è una crocifissione dell'amore (Epist. III, p. 651).

14

Povere sventurate quelle anime che si gettano nel turbinio delle preoccupazioni mondane; più esse amano il mondo, più le loro passioni si moltiplicano, più i loro desideri si accendono, più si trovano incapaci ai loro progetti; ed ecco le inquietudini, le impazienze, gli urti terribili che spezzano i loro cuori, che non palpitano di carità e di santo amore.

Preghiamo per queste anime disgraziate, miserabili, che Gesù le perdoni e le tragga con la sua infinita misericordia a sé (Epist. III, p. 1092).

15Non bisogna agire con moti violenti, se non si vuole correre il rischio di nulla guadagnare. È necessario rivestirsi di grande prudenza cristiana (Epist. III, p. 416).
16

Rammentatevi, o figliuole, che io sono nemico dei desideri inutili, non meno di quello che lo sia dei desideri pericolosi e cattivi, poiché, sebbene ciò che si desidera sia buono, nulladimeno il desiderio è sempre difettoso in riguardo a noi, specie allorquando è misto a soverchia sollecitudine, giacché Dio non esige questo bene, ma un altro nel quale vuole che ci esercitiamo (Epist. III, p. 579).

17

In quanto alle prove spirituali, alle quali la paterna bontà del celeste Padre ti va assoggettando, ti prego di star rassegnata e possibilmente tranquilla alle assicurazioni di chi tiene il luogo di Dio, in cui ti ama e ti desidera ogni bene e nel cui nome di parla.

Soffri, è vero, ma rassegnata; soffri, ma non temere, perché Dio è con te e tu non l'offendi, ma lami; soffri, ma credi pure che Gesù stesso soffre in te e per te e con te. Gesù non ti ha abbandonata quando fuggivi da lui, molto meno ti abbandonerà adesso, ed in seguito, che vuoi amarlo.

Dio tutto può rigettare in una creatura, perché tutto sa di corruzione, ma non può giammai rigettare in essa il desiderio sincero di volerlo amare. Quindi se non vuoi convincerti ed essere sicura della celeste pietà per altri motivi, devi assicurarti almeno per questo e star tranquilla e lieta (Epist. III, p. 618).

18Né ti devi confondere a saper conoscere se hai consentito o no. Il tuo studio e la tua vigilanza siano rivolti alla rettitudine dintenzioni che devi tenere nelloperare e nel combattere sempre valorosamente e generosamente le arti maligne del cattivo spirito (Epist. III, p. 622).
19

Sii sempre allegramente in pace con la tua coscienza, riflettendo che ti trovi al servizio di un       Padre infinitamente buono, che per sola tenerezza scende fino alla sua creatura, per elevarla e trasformarla in lui suo creatore.

E fuggi la tristezza, perché questa entra nei cuori che sono attaccati alle cose del mondo (ASN,       42).

20
Non bisogna       scoraggiarsi, perché se nell'anima vi è il continuo sforzo di migliorare, alla fine il Signore la premia facendo fiorire il lei ad un tratto tutte le virtù come in un giardino fiorito (VVN, 49).

21
Fa che non turbi lanima tua il triste spettacolo della giustizia umana; anche questa, nella economia delle cose, ha il suo valore. È su di essa che vedrai sorgere un giorno l'immancabile trionfo della giustizia di Dio! (GF, 175).
22

Il Savio loda la donna forte: Le dita sue, dice, maneggiano il fuso (Prov. 31, 19).

Volentieri vi dirò qualche cosa sopra queste parole. La vostra conocchia è il cumulo dei vostri desideri; filate, perciò, ogni giorno un poco, tirate filo a filo i vostri disegni fino all'esecuzione e ne verrete infallibilmente a capo; ma avvertite di non affettarvi, perché attorcigliereste il filo coi nodi ed imbrogliereste il vostro fuso.

Camminate, perciò, sempre e, sebbene andrete lentamente avanzando, farete però gran viaggio (Epist. III, p. 564).

23

L'ansietà è uno dei maggiori traditori che la vera virtù e soda devozione possa mai avere; finge di riscaldarsi al bene operare, ma non lo fa, se non per raffreddarsi, e non ci fa correre, per farci inciampare e per questo bisogna guardarsene in ogni occasione, particolarmente nell'orazione; e per meglio riuscirci, sarà bene ricordarsi che le grazie ed i gusti dell'orazione non sono acque della terra ma del cielo, e che perciò tutti i nostri sforzi non bastano a far cadere, benché sia necessario il disporsi con grandissima diligenza sì, ma sempre umile e tranquilla: bisogna tenere il cuore aperto verso il cielo, ed aspettare di là la celeste rugiada (AP).

24Di che dovete affannarvi se Gesù vuol farvi pervenire alla patria celeste per i deserti o per i campi, quando e per gli uni e per gli altri si perverrà lo stesso alla beata eternità? Allontanate da voi ogni soverchia preoccupazione che nasce dalle prove con le quali il buon Dio vuole visitarvi; e se ciò non è possibile, allontanatene il pensiero ed in tutto vivete rassegnati ai divini voleri (AdFP, 561).
25

Teniamo ben scolpito nella nostra mente quello che dice il divin Maestro: nella nostra pazienza possederemo l'anima nostra (AdFP, 560).

26
Non ti perdere di coraggio se ti tocca lavorare molto e raccogliere poco [...] Se pensassi quanto costa unanima sola a Gesù, non faresti lamento alcuno (AP).
27

Lo spirito di Dio è spirito di pace, ed anche nelle mancanze più gravi ci fa sentire un dolore tranquillo, umile, confidente, e ciò dipende appunto dalla sua misericordia.

Lo spirito del demonio, invece, eccita, esaspera e ci fa provare, nello stesso dolore, quasi lira contro noi stessi, mentre invece la prima carità la dobbiamo appunto usare verso di noi. Quindi se alcuni pensieri ti agitano, pensa che questa agitazione non viene mai da Dio, che ti dona la tranquillità, essendo spirito di pace, ma dal diavolo (AdFP, 549).

28Se noi siamo calmi e pazienti, troveremo non solo noi stessi, ma anche l'anima nostra e con essa Dio (AdFP, 549).
29

La lotta che incontra antecedentemente l'opera buona che si intende compiere, è come l'antifona che precede il salmo solenne da cantare (FM, 166).

30
Lo slancio di essere nella pace eterna è buono, è santo; ma bisogna moderarlo con la completa rassegnazione ai divini voleri: meglio fare il divin volere sulla terra che godere il paradiso. Soffrire e non morire, era il motto di santa Teresa. È dolce il purgatorio quando si pena per amor di Dio (Epist. III, p. 549).
31
La pazienza è maggiormente perfetta, quanto è meno mescolata di sollecitudine e di disturbi. Se il buon Dio vuole prolungare lora della prova, non vogliate lamentarvi ed investigare il perché, ma tenete sempre presente questo che i figli di Israele stettero a viaggiare per quarantanni nel deserto prima di mettere piede nella terra promessa (Epist. III, p. 537).

I pensieri sono stati scelti dalle seguenti opere.

Le sigle indicano gli autori e le opere; i numeri arabici le pagine.

A  = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Agonia di Gesù nellorto (meditazione), in Epist. IV, pp. 889-911.

AD = AGOSTINO DA S. MARCO IN LAMIS, Diario, 2a ed. a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S. Giovanni Rotondo 1975.

AdFA  = ALBERTO DEL FANTE, A Padre Pio da Pietrelcina. Laraldo del Signore, Bologna 1931.

AdFP = ALBERTO DEL FANTE, Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina, Bologna 1950.

AP = Archivio Padre Pio, convento cappuccino, San Giovanni Rotondo.

ASN = ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

CE = Consigli-Esortazioni di Padre Pio da Pietrelcina, Foggia 1965.

CS = P. PIO DA PIETRELCINA, Componimenti scolastici, a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S.Giovanni Rotondo 1983.

CT = CARLO TRABUCCO, Il mondo di Padre Pio, Roma 1952.

Epist. I = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, Corrispondenza con i direttori spirituali (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 3a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. II = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaelina Cerase (1914-1915), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 2a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. III = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario III, Corrispondenza con le figlie spirituali (1915-1923), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 4a ed. a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. IV = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario IV, Corrispondenza con diverse categorie di persone (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1984.

ER = E. RISSO, Quando ti vedevamo passare Alba 1971.

GB = GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dallinterno, Firenze 1970.

FFN = FILOMENA FINI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

FM = FRANCESCO MORCALDI, San Giovanni Rotondo nella luce del francescanesimo, Parma 1961.

FSI = FELICE SPACCUCCI, I cinque papi di Padre Pio, Napoli 1968.

FSP = FELICE SPACCUCCI, Padre Pio risponde Napoli 1966.

GC = GIUSEPPE CURCI, Così ho visto Padre Pio, 1964.

GCL = GIUSEPPE CURCI, Linnamorato della Madonna, Napoli 1969.

GdR = G. DE ROSSI, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1926.

GdT = GIUSEPPE DEL TON, Il buon Pastore, San Giovanni Rotondo 1959.

GF = GIORGIO FESTA, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, 1933.

GG = G. GIGLIOZZI, I monili dello Sposo, Subiaco 1958.

GP = G. PEDRIALI, Una figura del nostro tempo, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1952.

LCS = La Casa Sollievo della Sofferenza (Anno, numero e pagina).

LdP = Lettere di Padre Pio presentate dal card. Giacomo Lercaro, Vicenza 1969.

LI = PADRE PIO DA PIETRELCINA, LImmacolata (meditazione), in Epist. IV pp. 855-861.

MC = M. CALBUCCI, La passione di Padre Pio, 2ed., Bologna 1956.

MP = MARIA PREZIOSI, Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, Foggia 1967.

OP = Orologio della passione di Nostro Signore Gesù Cristo a cura del can. A. M. Di Francia, 3ed., Napoli.

T = VINCENZO DA CASACALENDA (a cura di), P. Pio da Pietrelcina. Testimonianze. S. Giovanni Rotondo 1970.

TN = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Tempo natalizio (meditazione), in Epist. IV, pp. 863-888.

VVN = VITTORIA VENTRELLA, Notizie su Padre Pio. Ms. in AP.


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