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aversa francescana

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Un pensiero per ogni giorno dell'anno

Buona giornata a tutti!...

Ci sembra sentire ancora l'eco di questo cordiale augurio con cui Padre Pio era solito congedarsi, ogni mattina, dai fedeli che l'attorniavano.

Perché l'eco di quella voce cara non si spenga, noi vorremmo, con questi pensieri, farla riecheggiare ogni giorno al nostro orecchio e depositarla nel nostro cuore, quale germe di santi propositi e di fruttuose opere.

Semplice, confortante, ed illuminante parola quella del Padre: come un saluto amichevole, un confidenziale buon giorno....

Luglio

1Dio non vuole che tu senti sensibilmente il sentimento della fede, speranza e carità, né che tu ne goda, se non quanto basta per servirsene nelle occasioni. Ahimè! Quanto siamo felici di essere noi tenuti sì strettamente dal nostro celeste tutore! Non dobbiamo fare altro che ciò che facciamo, cioè di amare la divina provvidenza ed abbandonarci nelle sue braccia e nel suo seno. No, mio Dio, io non desidero maggior godimento della mia fede, della mia speranza, della mia carità, solo per poter dire sinceramente, quantunque senza gusto e senza sentimento, che vorrei piuttosto morire che abbandonare queste virtù (Epist. III, p. 421 s.).
2Dammi e conservami quella fede viva che mi faccia credere ed operare per tuo solo amore. E questo è il primo dono che ti presento, ed unito ai santi magi, ai tuoi piedi prostrato, ti confesso senza alcun umano rispetto dinanzi al mondo intero per vero ed unico nostro Dio (Epist. IV, p. 884).
3Benedico di cuore Iddio che mi ha fatto conoscere delle anime veramente buone ed anche ad esse ho annunziato che le loro anime sono la vigna di Dio; la cisterna è la fede; la torre è la speranza; il torchio è la santa carità; la siepe è la legge di Dio che le separa dai figli del secolo (Epist. III, p. 586).
4La fede viva, la credenza cieca e la completa adesione alla autorità costituita da Dio sopra di te, questo è il lume che rischiarò i passi al popolo di Dio nel deserto. Questo è il lume che risplende sempre nellalta punta di ogni spirito accetto al Padre. Questo è il lume che condusse i magi ad adorare il nato Messia. Questa è la stella profetizzata da Balaam. Questa è la fiaccola che dirige i passi di questi spiriti desolati. E questo lume e questa stella e questa fiaccola sono pure ciò che illuminano la tua anima, dirigono i tuoi passi perché tu non vacilli; fortificano il tuo spirito nel divino affetto e senza che lanima li conosca, si avanza sempre verso leterna meta. Tu non lo vedi e non lo comprendi, ma non è necessario. Tu non vedrai che tenebre, ma esse non sono quelle che coinvolgono i figli della perdizione, sibbene sono esse quelle che circondano leterno Sole. Tieni per fermo e credi che questo Sole risplende nella tua anima; e questo Sole è appunto quello di cui il veggente di Dio cantò: E nel tuo lume vedrò il lume (Epist. III, p. 400 s.).
5Il più bel credo è quello che prorompe dal tuo labbro nel buio, nel sacrificio, nel dolore, nello sforzo supremo di una infallibile volontà di bene; è quello che, come una folgore, squarcia le tenebre dellanima tua; è quello che, nel balenar della tempesta, ti innalza e ti conduce a Dio (CE, 57).
6

Pratica, mia carissima figliuola, un particolare esercizio di dolcezza e di sottomissione alla volontà di Dio non solo nelle cose straordinarie, ma ancora in quelle piccolezze che quotidianamente avvengono. Fanne degli atti non solo la mattina, ma ancora durante il giorno e la sera con uno spirito tranquillo e giocondo; e se ti accadesse di mancare, umiliati, proponi e poi alzati e prosegui (Epist. III, p. 704).

7Il nemico è assai forte, e tutto calcolato sembra che la vittoria dovrebbe arridere al nemico. Ahimè, chi mi salverà dalle mani di un nemico sì forte e sì potente, che non mi lascia libero un istante né di giorno né di notte? È possibile mai che il Signore permetterà la mia caduta? Purtroppo lo meriterei, ma sarà vero che la bontà del celeste Padre debba essere vinta dalla mia cattiveria? Giammai, giammai questo, padre mio (Epist. I, p. 552).
8Amerei essere trafitto con una lama fredda, anziché dare dispiacere a qualcuno (T, 45).
9Cercar, sì, la solitudine, ma con il prossimo non mancar di carità (CE, 19).
10Bisogna, anche nel riprendere, saper condire la riprensione con modi garbati e dolci (GB, 34).
11

Mancare di carità è come ferire Iddio nella pupilla del suo occhio. Che cosa è più delicato della pupilla dellocchio? Mancare di carità è come peccare contro natura (AdFP, 555).

12

La beneficenza, da qualsiasi parte venga, è sempre figlia della stessa madre, cioè la provvidenza (AdFP, 554).

13

Ricordati di Gesù, mitis et humilis corde. Lirascimini et nolite peccare è dei santi. Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po di durezza. Però, quando dico mitezza, non dico quella che lascia tutto andare. Quella no! Ma intendo quella che rende dolce la disciplina, la quale non va mai trascurata (GB, 34).

14

Dove non cè ubbidienza, non cè virtù. Dove non cè virtù, non cè bene, non cè amore e dove non cè amore non cè Dio e senza Dio non si va in paradiso. Queste formano come una scala e se manca uno scalino della scala, si casca giù (AP).

15Vi scongiuro, per la mansuetudine di Gesù e per le viscere di misericordia del Padre celeste, a non mai raffreddarvi nella via del bene. Correte sempre e non mai vogliate fermarvi, sapendo che in questa strada lo star fermo equivale al ritorno sui propri passi (Epist. II, p. 259).
16

Mi dispiace tanto vedere soffrire! Per togliere un dispiacere a qualcuno, non troverei difficoltà a tirarmi una pugnalata al cuore! Sì, questo mi sarebbe più facile! (T, 121).

17Mi è dispiaciuto moltissimo nel sapere che sei stata ammalata, ma ho goduto moltissimo nel sapere che ti vai rimettendo e più ancora ho goduto nel vedere rifiorire in mezzo a voi la vera pietà e cristiana carità addimostrata nella tua infermità (Epist. III, p. 1081).
18Io non posso patire il criticare e il dir male dei fratelli. È vero, a volte, mi diverto a punzecchiarli, ma la mormorazione mi mette nausea. Abbiamo tanti difetti da criticare in noi, perché perdersi contro i fratelli? E noi, mancando alla carità, si intacca la radice dellalbero della vita, col pericolo di farlo seccare (GB, 62).
19

La carità è la regina delle virtù. Come le perle sono tenute insieme dal filo, così le virtù dalla carità. E come, se si rompe il filo, le perle cadono; così, se viene meno la carità, le virtù si disperdono (CE, 11).

20

La carità è il metro col quale il Signore ci giudicherà tutti (AdFP, 560).

21Ricordati che il perno della perfezione è la carità; chi vive di carità, vive in Dio, perché Dio è carità, come disse LApostolo (AdFP, 554). 
22Benedico il buon Dio dei santi sentimenti che ti dà la sua grazia. Fai bene a non incominciare mai nessuna opera senza aver prima implorato laiuto divino. Ciò ti otterrà la grazia della santa perseveranza (Epist. III, p. 456).
23

Soffro e soffro assai; ma grazie al buon Gesù sento ancora un po di forza; e di che cosa non è capace la creatura aiutata da Gesù? (Epist. I, p. 303).

24Combattete, figliuola, da forte, se vi preme di avere il premio delle anime forti (Epist. III, p. 405).
25

Non vogliate ricusarvi in nessun modo e per nessun motivo dal fare la carità a chi che sia, non solo ma, presentandosi delle favorevoli occasioni, di offrirla voi stesso. Tanto vuole il Signore e tanto dovete sforzarvi di fare (Epist. I, p. 1213).

26

Devi avere sempre prudenza ed amore. La prudenza ha gli occhi, lamore le gambe. Lamore che ha le gambe vorrebbe correre a Dio, ma il suo impulso di slanciarsi verso di lui è cieco, e qualche volta potrebbe inciampare se non fosse guidato dalla prudenza che ha gli occhi. La prudenza, quando vede che lamore potrebbe essere sfrenato, gli presta gli occhi (CE, 17).

27

La semplicità è una virtù, però fino ad un certo punto. A questa non deve mai mancare la prudenza; la furberia e la scaltrezza, invece, sono diaboliche e fanno tanto male (AdFP, 391).

28La vanagloria è un nemico proprio delle anime che si sono consacrate al Signore e che si sono date alla vita spirituale; e perciò a ben ragione può dirsi la tignuola dellanima che tende alla perfezione. Essa viene detta dai santi tarlo della santità (Epist. I, p. 396).
29

Fa che non turbi lanima tua il triste spettacolo della ingiustizia umana; anche questa, nella economia delle cose, ha il suo valore (MC, 13).

30
Il Signore per allettarci, ci fa tante grazie e noi crediamo di toccare il cielo con un dito. Non sappiamo, invece, che per crescere abbiamo bisogno di pan duro: le croci, le umiliazioni, le prove, le contraddizioni (FSP, 86).
31
I cuori forti e generosi non si dolgono che per grandi motivi, ed ancora tali motivi non li fanno troppo penetrare nel loro intimo (MC, 57).

I pensieri sono stati scelti dalle seguenti opere.

Le sigle indicano gli autori e le opere; i numeri arabici le pagine.

A = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Agonia di Gesù nellorto (meditazione), in Epist. IV, pp. 889-911.

AD = AGOSTINO DA S. MARCO IN LAMIS, Diario, 2a ed. a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S. Giovanni Rotondo 1975.

AdFA = ALBERTO DEL FANTE, A Padre Pio da Pietrelcina. Laraldo del Signore, Bologna 1931.

AdFP = ALBERTO DEL FANTE, Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina, Bologna 1950.

AP = Archivio Padre Pio, convento cappuccino, San Giovanni Rotondo.

ASN = ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

CE = Consigli-Esortazioni di Padre Pio da Pietrelcina, Foggia 1965.

CS = P. PIO DA PIETRELCINA, Componimenti scolastici, a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S.Giovanni Rotondo 1983.

CT = CARLO TRABUCCO, Il mondo di Padre Pio, Roma 1952.

Epist. I = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, Corrispondenza con i direttori spirituali (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 3a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. II = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaelina Cerase (1914-1915), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 2a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. III = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario III, Corrispondenza con le figlie spirituali (1915-1923), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 4a ed. a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. IV = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario IV, Corrispondenza con diverse categorie di persone (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1984.

ER = E. RISSO, Quando ti vedevamo passare Alba 1971.

GB = GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dallinterno, Firenze 1970.

FFN = FILOMENA FINI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

FM = FRANCESCO MORCALDI, San Giovanni Rotondo nella luce del francescanesimo, Parma 1961.

FSI = FELICE SPACCUCCI, I cinque papi di Padre Pio, Napoli 1968.

FSP = FELICE SPACCUCCI, Padre Pio risponde Napoli 1966.

GC = GIUSEPPE CURCI, Così ho visto Padre Pio, 1964.

GCL = GIUSEPPE CURCI, Linnamorato della Madonna, Napoli 1969.

GdR = G. DE ROSSI, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1926.

GdT = GIUSEPPE DEL TON, Il buon Pastore, San Giovanni Rotondo 1959.

GF = GIORGIO FESTA, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, 1933.

GG = G. GIGLIOZZI, I monili dello Sposo, Subiaco 1958.

GP = G. PEDRIALI, Una figura del nostro tempo, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1952.

LCS = La Casa Sollievo della Sofferenza (Anno, numero e pagina).

LdP = Lettere di Padre Pio presentate dal card. Giacomo Lercaro, Vicenza 1969.

LI = PADRE PIO DA PIETRELCINA, LImmacolata (meditazione), in Epist. IV pp. 855-861.

MC = M. CALBUCCI, La passione di Padre Pio, 2a ed., Bologna 1956.

MP = MARIA PREZIOSI, Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, Foggia 1967.

OP = Orologio della passione di Nostro Signore Gesù Cristo a cura del can. A. M. Di Francia, 3a ed., Napoli.

T = VINCENZO DA CASACALENDA (a cura di), P. Pio da Pietrelcina. Testimonianze. S. Giovanni Rotondo 1970.

TN = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Tempo natalizio (meditazione), in Epist. IV, pp. 863-888.

VVN = VITTORIA VENTRELLA, Notizie su Padre Pio. Ms. in AP.

Un grazie per la concessione alla diffusione AI PADRI CAPPUCCINI di S.Giovanni Rotondo.


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