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aversa francescana

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Un pensiero per ogni giorno dell'anno

Buona giornata a tutti!...

Ci sembra sentire ancora l'eco di questo cordiale augurio con cui Padre Pio era solito congedarsi, ogni mattina, dai fedeli che l'attorniavano.

Perché l'eco di quella voce cara non si spenga, noi vorremmo, con questi pensieri, farla riecheggiare ogni giorno al nostro orecchio e depositarla nel nostro cuore, quale germe di santi propositi e di fruttuose opere.

Semplice, confortante, ed illuminante parola quella del Padre: come un saluto amichevole, un confidenziale buon giorno....

Novembre

1Il dovere prima di ogni altra cosa, anche santa (CE, 60).
2Figli miei, stare così, senza poter compiere il proprio dovere, è inutile; è meglio che muoia! (T, 96).
3Un giorno un suo figlio gli chiese: Come posso, Padre, aumentare lamore?
Risposta: Col fare con esattezza e rettitudine di intenzione i propri doveri, osservando la legge del Signore. Se questo farai con costanza e perseveranza, crescerai nellamore (LdP, 91).

4Figliuola, per tendere alla perfezione bisogna fare la più grande attenzione ad agire in tutto per piacere a Dio e cercare di evitare i più piccoli difetti; fare il proprio dovere e tutto il resto con più generosità (FSP, 79).
5In ogni cosa e sempre, più rettitudine di intenzione, più esattezza, più puntualità, più generosità nel servizio del Signore e allora sarai quale il Signore vuole che tu sia (GB, 48).
6

Rifletti su quello che scrivi, perché il Signore te ne chiederà conto. Stai attento, giornalista! Il Signore ti da le soddisfazioni che desideri per il tuo ministero (CT, 177).

7Anche voi medici siete venuti al mondo, come sono venuto io, con una missione da compiere. Badate: vi parlo di doveri in un momento in cui tutti parlano di diritti Voi avete la missione di curare il malato; ma se al letto del malato non portare lamore, non credo che i farmaci servano molto Lamore non può fare a meno della parola. Voi come potreste esprimerlo se non con parole che sollevino spiritualmente il malato? Portate Dio ai malati; varrà di più di qualsiasi altra cura (LCS, 5-V-58, p. 28).
8
Siate come piccole api spirituali, le quali non portano nel loro alveare altro che miele e cera. La vostra casa sia tutta piena di dolcezza, di pace, di concordia, di umiltà e di pietà per la vostra conversazione (Epist. III, p. 563).
9Fate uso cristiano dei vostri soldi e dei vostri risparmi, e allora tanta miseria scomparirà e tanti corpi doloranti e tanti esseri afflitti troveranno sollievo e conforto (CE, 61).
10Non solo non trovo a ridire che tu nel ripartire da Casacalenda restituisca le visite alle tue conoscenti, ma lo trovo doverosissimo. La pietà è utile a tutto e si adatta a tutto, a seconda delle circostanze, meno che a ciò che dicesi peccato. Restituisci pure le visite e ne avrai anche il premio dellubbidienza e la benedizione del Signore (Epist. III, p. 427).
11Io veggo che tutte le stagioni dellanno si trovano nelle anime vostre; che talora sentite linverno di molte sterilità, distrazioni, svogliatezze e noie; ora le rugiade del mese di maggio con lodore dei santi fioretti; tra i calori del desiderio di piacere al nostro Sposo divino. Non rimane, dunque, se non lautunno del quale non vedete voi gran frutti; però occorre bene spesso che al tempo di battere le biade e di premere le uve, si trovino raccolte maggiori di quelle che promettevano le mietiture e le vendemmie. Voi vorreste che tutto fosse nella primavera e nellestate; ma no, mie dilettissime figliuole, bisogna che sia questa vicissitudine così nellinterno come nellesterno.
Nel cielo tutto sarà di primavera quanto alla bellezza, tutto di autunno quanto al godimento, tutto di estate quanto allamore. Non vi sarà alcun inverno; ma qui linverno è necessario per esercizio dellabnegazione e di mille piccole ma belle virtù che si esercitano nel tempo della sterilità (Epist. III, p. 587 s.).
12
Io vi supplico, mie care figliole, per lamore di Dio, non temete Dio perché egli non vuole farvi male alcuno; amatelo assai perché vi vuole fare gran bene. Camminate semplicemente con sicurezza delle vostre risoluzioni, e rigettate le riflessioni di spirito che fate sopra i vostri mali come crudeli tentazioni (Epist. III, p. 569).
13
Siate, mie dilettissime figliole, tutte rassegnate nelle mani di nostro Signore, donandogli il rimanente degli anni vostri, e supplicatelo sempre ad impiegarli a servirsene in quella sorte di vita che a lui piacerà. Non preoccupate il vostro cuore con vane promesse di tranquillità, di gusto e di meriti; ma presentate al vostro Sposo divino i vostri cuori tutti vuoti di ogni altro affetto ma non del suo casto amore, e supplicatelo che lo riempia puramente e semplicemente dei movimenti, dei desideri e volontà che sono del suo [amore] acciocché il vostro cuore, come una madre perla, non concepisca che con la rugiada del cielo e non con lacqua del mondo; e vedrete che Dio vi aiuterà e che farete assai, così nelleleggere che nelleseguire (Epist. III, p. 569).

14

Il Signore vi benedica e vi renda meno pesante il giogo della famiglia. Siate sempre buoni. Ricordate che il matrimonio porta dei doveri difficili che solo la divina grazia può rendere facili. Meritate sempre questa grazia ed il Signore vi conservi sino alla terza e alla quarta generazione (AD, 169).

15Sii in famiglia anima di profonda convinzione, sorridente nellabnegazione e nellimmolazione costante di tutta te stessa (ASN, 43).
16

Labnegazione principale è quella che si esercita al focolare domestico (FM, 167).

17

Nulla di più nauseante di una donna, massimamente se è sposa, leggera, frivola ed altezzosa. La sposa cristiana deve essere una donna di soda pietà verso Dio, angelo di pace in famiglia, dignitosa e piacevole verso il prossimo (AP).

18Dio me lha data la povera sorella mia e Dio me lha tolta. Sia benedetto il suo santo nome. In queste esclamazioni ed in questa rassegnazione trovo la forza sufficiente di non soccombere sotto il peso del dolore. A questa rassegnazione nella divina volontà esorto anche voi e troverete, al pari di me, lalleviamento del dolore (Epist. IV, p. 802).
19

La benedizione di Dio vi sia di scorta, sostegno e guida! Formate una famiglia cristiana, se volete un po di tranquillità in questa vita. Il Signore vi dia figli e poi la grazia di indirizzarli sulla via del cielo (AP).

20
Coraggio, coraggio, i figli non sono chiodi! (AP).

21
Confortatevi poi, brava signora, confortatevi, poiché la mano del Signore a sorreggervi non si é abbreviata. Oh! Sì, egli è il Padre di tutti, ma in modo singolarissimo egli lo è per glinfelici, ed in modo assai più singolare lo è per voi che siete vedova, e vedova madre (AdFP, 466).
22Gettate in Dio solo ogni vostra sollecitudine, poiché egli ha cura grandissima di voi e di quei tre angioletti di figliuoli dei quali ha voluto che foste adorna. Detti figliuoli vi saranno, per la loro condotta, di conforto e di consolazione nel corso della vita. Siate sempre sollecita per la loro educazione, non tanto scientifica quanto morale. Il tutto vi stia a cuore ed abbiatelo caro più della pupilla dellocchio vostro. Alleducazione della mente, mediante i buoni studi, procurate che vada sempre accoppiata leducazione del cuore e della nostra santa religione; quella senza di questa, mia buona signora, dà una ferita mortale al cuore umano (AdFP, 467).
23

Perché il male nel mondo? Sta bene a sentire Cè una mamma che sta ricamando. Il suo figliuolo, seduto su uno sgabelletto basso, vede il lavoro di lei; ma alla rovescia. Vede i nodi del ricamo, i fili confusi E dice: Mamma si può sapere che fai? È così poco chiaro il tuo lavoro?!. 
Allora la mamma abbassa il telaio, e mostra la parte buona del lavoro. Ogni colore è al suo posto e la varietà dei fili si compone nellarmonia del disegno. Ecco, noi vediamo il rovescio del ricamo. Siamo seduti sullo sgabello basso (GG, 106).

24Io odio il peccato! Fortunata la nostra patria, se essa, madre del diritto, volesse perfezionare in questo senso le sue leggi e i suoi costumi nella luce dellonestà e dei principi cristiani (GdT, 143).
25

Il Signore fa vedere e chiama; ma non si vuol vedere e rispondere, perché piacciono i propri interessi. Capita anche, a volte, per il fatto che la voce si è sempre udita, che non la si avverte più; ma il Signore illumina e chiama. Sono gli uomini che si mettono nella posizione di non poter udire più (AP).

26
Vi sono gioie tanto sublimi e dolori così profondi, che la parola mal saprebbe esprimere. Il silenzio è lultimo espediente dellanimo, nella ineffabile felicità come nelle supreme pressure (ASN, 43).
27

Conviene addomesticarsi coi patimenti, che piacerà a Gesù mandarvi. 
Gesù, che non può soffrire a lungo di tenervi in afflizione, verrà a sollecitarvi ed a confortarvi con linfondere al vostro spirito nuovo coraggio (AdFP, 561).

28Tutte le concezioni umane, da qualunque parte vengano, hanno il buono ed il cattivo. Bisogna saper assimilare e prendere tutto il buono ed offrirlo a Dio, ed eliminare il cattivo (AdFP, 552).
29

Ah! Che è una grande grazia, mia brava figliola, lincominciare a servire questo buon Dio mentre che la floridezza delletà ci rende suscettibili di qualunque impressione! Oh! Come il dono è gradito, quando si offrono i fiori coi primi frutti dellalbero. E quale cosa potrà trattenerti dal fare una totale offerta di tutta te stessa al buon Dio col deciderti una buona volta per sempre a dare un calcio al mondo, al demonio ed alla carne, ciò che con tanta risolutezza fecero per noi i nostri padrini al battesimo? Forse che il Signore non merita da te questo sacrificio? (Epist. III, p. 418).

30
Ricordatevi che Dio è in noi, quando siamo in stato di grazia, e fuori, per così dire, di noi quando siamo in stato di peccato; ma il suo angelo non ci abbandona mai È il nostro amico più sincero e sicuro, quando non abbiamo il torto di rattristarlo con la nostra cattiva condotta (GdT, 205).

I pensieri sono stati scelti dalle seguenti opere.

Le sigle indicano gli autori e le opere; i numeri arabici le pagine.

A  = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Agonia di Gesù nellorto (meditazione), in Epist. IV, pp. 889-911.

AD = AGOSTINO DA S. MARCO IN LAMIS, Diario, 2a ed. a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S. Giovanni Rotondo 1975.

AdFA  = ALBERTO DEL FANTE, A Padre Pio da Pietrelcina. Laraldo del Signore, Bologna 1931.

AdFP = ALBERTO DEL FANTE, Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina, Bologna 1950.

AP = Archivio Padre Pio, convento cappuccino, San Giovanni Rotondo.

ASN = ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

CE = Consigli-Esortazioni di Padre Pio da Pietrelcina, Foggia 1965.

CS = P. PIO DA PIETRELCINA, Componimenti scolastici, a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S.Giovanni Rotondo 1983.

CT = CARLO TRABUCCO, Il mondo di Padre Pio, Roma 1952.

Epist. I = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, Corrispondenza con i direttori spirituali (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 3a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. II = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaelina Cerase (1914-1915), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 2a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. III = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario III, Corrispondenza con le figlie spirituali (1915-1923), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 4a ed. a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. IV = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario IV, Corrispondenza con diverse categorie di persone (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1984.

ER = E. RISSO, Quando ti vedevamo passare Alba 1971.

GB = GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dallinterno, Firenze 1970.

FFN = FILOMENA FINI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

FM = FRANCESCO MORCALDI, San Giovanni Rotondo nella luce del francescanesimo, Parma 1961.

FSI = FELICE SPACCUCCI, I cinque papi di Padre Pio, Napoli 1968.

FSP = FELICE SPACCUCCI, Padre Pio risponde Napoli 1966.

GC = GIUSEPPE CURCI, Così ho visto Padre Pio, 1964.

GCL = GIUSEPPE CURCI, Linnamorato della Madonna, Napoli 1969.

GdR = G. DE ROSSI, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1926.

GdT = GIUSEPPE DEL TON, Il buon Pastore, San Giovanni Rotondo 1959.

GF = GIORGIO FESTA, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, 1933.

GG = G. GIGLIOZZI, I monili dello Sposo, Subiaco 1958.

GP = G. PEDRIALI, Una figura del nostro tempo, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1952.

LCS = La Casa Sollievo della Sofferenza (Anno, numero e pagina).

LdP = Lettere di Padre Pio presentate dal card. Giacomo Lercaro, Vicenza 1969.

LI = PADRE PIO DA PIETRELCINA, LImmacolata (meditazione), in Epist. IV pp. 855-861.

MC = M. CALBUCCI, La passione di Padre Pio, 2ed., Bologna 1956.

MP = MARIA PREZIOSI, Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, Foggia 1967.

OP = Orologio della passione di Nostro Signore Gesù Cristo a cura del can. A. M. Di Francia, 3ed., Napoli.

T = VINCENZO DA CASACALENDA (a cura di), P. Pio da Pietrelcina. Testimonianze. S. Giovanni Rotondo 1970.

TN = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Tempo natalizio (meditazione), in Epist. IV, pp. 863-888.

VVN = VITTORIA VENTRELLA, Notizie su Padre Pio. Ms. in AP.


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