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aversa francescana

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Un pensiero per ogni giorno dell'anno

Buona giornata a tutti!...

Ci sembra sentire ancora l'eco di questo cordiale augurio con cui Padre Pio era solito congedarsi, ogni mattina, dai fedeli che l'attorniavano.

Perché l'eco di quella voce cara non si spenga, noi vorremmo, con questi pensieri, farla riecheggiare ogni giorno al nostro orecchio e depositarla nel nostro cuore, quale germe di santi propositi e di fruttuose opere.

Semplice, confortante, ed illuminante parola quella del Padre: come un saluto amichevole, un confidenziale buon giorno....

Marzo

1"Padre, tu ami ciò che io temo." Risposta: "Io non amo la sofferenza in se stessa; la chiedo a Dio, la bramo per i frutti che mi dà: dà gloria a Dio, mi salva i fratelli di questo esilio, libera le anime dal fuoco del purgatorio, e che voglio di più?

"Padre, che cosè la sofferenza?" Risposta: "Espiazione."

"E per Voi che cosè?" "Il mio pane quotidiano, la mia delizia!" (in LdP, 167).
2Non vogliamo persuaderci che la sofferenza è necessaria allanima nostra; che la croce deve essere il nostro pane quotidiano.

Come il corpo ha bisogno di nutrimento così, lanima ha bisogno della croce, giorno per giorno, per purificarsi e distaccarsi dalle creature.

Non vogliamo comprendere che Dio non vuole, non può salvarci né santificarci senza la croce e più egli attira a sé unanima, più la purifica per mezzo della croce (FSP, 123).
3Su questa terra ognuno ha la sua croce; ma dobbiamo fare in modo di non essere il cattivo ladrone, bensì il buon ladrone (CE, 23).

4Il Signore non può darmi un cireneo. Devo fare soltanto la volontà di Dio e, se piacerò a lui, il resto non conta (LCS, 1 sett. 1967, 4).
5Gesù nella vita non ti chiede di portare con lui la pesante croce, ma un piccolo pezzo della sua croce; pezzo che si compendia nei dolori umani (FSP, 119).
6

In primo luogo tengo a dirti che Gesù ha bisogno di chi gema con lui per lumana empietà, e per questo mi conduce per le vie dolorose di cui mi tieni parola nella tua. Ma sia sempre benedetta la sua carità, che sa mescolare il dolce con lamaro e convertire in premio eterno le opere transitorie della vita (Epist. III, p. 413).

7Dunque non temere affatto, ma stimati fortunatissima per essere stata fatta degna e partecipe ai dolori dellUomo-Dio. Non è abbandono, dunque, cotesto, ma amore e amore grande che Dio ti va addimostrando. Non è punizione cotesto stato, ma amore ed amore finissimo. Benedicine perciò il Signore e rassegnati a bere al calice del Getsemani (Epist. III, p. 441).
8
Sono ben compreso, figliuola mia, che il tuo Calvario ti si fa sempre più doloroso. Ma pensa che sul Calvario Gesù ha operato la nostra redenzione e sul Calvario deve compiersi la salvezza delle anime redente (Epist. III, p. 448).
9Lo so che soffri e molto, ma non sono forse questi i gioielli dello Sposo? (Epist. III, p. 445).
10Il Signore talvolta ti fa sentire il peso della croce. Questo peso ti sembra intollerabile, ma tu lo porti perché il Signore nel suo amore e nella sua misericordia ti stende la mano e ti dà la forza (CE, 21).
11Certe dolcezze interiori sono roba da bambini! Non sono segno di perfezione. Non dolcezze, dolore ci vuole. Le aridità, la svogliatezza, limpotenza, questi sono i segni di un amore vero. Il dolore è piacevole. Lesilio è bello, perché si soffre e possiamo così dare a Dio qualche cosa. Il dono del nostro dolore, delle nostre sofferenze è una gran cosa, che non possiamo fare in paradiso (GB, 35).
12
Preferirei mille croci, anzi ogni croce mi sarebbe dolce e leggera, se non avessi questa prova, di sentirmi cioè sempre nellincertezza di piacere al Signore nelle mie operazioni È doloroso vivere così Mi rassegno, ma la rassegnazione, il mio fiat mi sembra così freddo, vano! Che mistero! Gesù deve pensarci lui solo (AD, 93 s.).
13
Ama Gesù; amalo tanto; ma per questo, ama di più il sacrificio (GB, 61).

14

Il cuore buono è sempre forte; egli soffre, ma cela le sue lacrime e si consola sacrificandosi per il prossimo e per Dio (CE, 23).

15Chi comincia ad amare deve essere pronto a soffrire (CE, 25).

16

Il dolore è stato amato con voluttà dalle anime grandi. Esso è lausiliario della creazione dopo la sventura della caduta; è la leva più potente per rialzarlo; è il secondo braccio dellamore infinito per la nostra rigenerazione (ASN, 42).

17

Non temere le avversità perché esse mettono lanima ai piedi della croce e la croce la mette alle porte del cielo, dove troverà colui che è il trionfatore della morte, che la introdurrà negli eterni gaudi (ASN, 42).

18Se soffri con rassegnazione al suo volere tu non loffendi ma lo ami. E il tuo cuore avrà grande conforto se pensi che nellora del dolore Gesù stesso soffre in te e per te. Egli non ti ha abbandonato quando fuggivi da lui; perché dovrebbe abbandonarti ora che nel martirio dellanima tua gli dai prove damore? (GF, 174).
19

Saliamo con generosità il Calvario per amore di colui che simmolò per nostro amore e siamo pazienti, certi di spiccare il volo pel Tabor (ASN, 42).

20
Tieniti fortemente e costantemente a Dio unita, consacrandogli tutti i tuoi affetti, tutti i tuoi travagli, tutta te stessa, attendendo con pazienza il ritorno del bel sole, allorquando piacerà allo sposo visitarti con la prova delle aridità, delle desolazioni e dei bui di spirito (Epist. III, p. 670).
21Sì, io amo la croce, la croce sola; lamo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù (Epist. I, p. 335).
22I veri servi di Dio hanno sempre più stimato lavversità, come più conforme alla strada che percorse il nostro Capo, il quale operò la nostra salute a mezzo della croce e degli obbrobri (Epist. IV, p. 106).

23

La sorte delle anime elette è il patire; è la sofferenza sopportata cristianamente condizione a cui Dio, autore di ogni grazia e di ogni dono conducente a salute, ha stabilito di darci la gloria (Epist. II, p. 248).

24Sii sempre amante del dolore il quale, oltre ad essere lopera della divina sapienza, ci rivela, meglio ancora, lopera del suo amore (ASN, 43).

25

Lasciate pure che la natura si risenta dinanzi al soffrire, poiché niente vi è in questo di più naturale allinfuori del peccato; la vostra volontà, col divino aiuto, sarà sempre superiore ed il divino amore non verrà mai meno nel vostro spirito, se non tralasciate la preghiera (Epist. III, p. 80).

26
La vita è un Calvario; ma conviene salire allegramente. Le croci sono i monili dello Sposo ed io ne sono geloso. Le mie sofferenze sono piacevoli. Soffro solo quando non soffro (CE, 22).

27

Il Dio dei cristiani è il Dio della metamorfosi; voi gettate nel suo seno il dolore e ne ritraete la pace; voi gettate la disperazione e vedrete galleggiare la speranza (FM, 166).

28Gli angioli di una cosa sola sono invidiosi di noi: non poter soffrire per Iddio. Soltanto il dolore permette ad unanima di dire con certezza: Mio Dio, vedete bene che io vi amo! (FM, 166).

29

La sofferenza dei mali fisici e morali è la più degna offerta che puoi fare a colui che ci ha salvato soffrendo (Epist. III, p. 482).

30
Godo immensamente nel sentire che il Signore è sempre prodigo delle sue carezze con la tua anima. Lo so che soffri, ma la sofferenza non è forse il segno certo che Dio ti ama? Lo so che soffri, ma non è forse questa sofferenza il distintivo di ogni anima che ha scelto per sua porzione ed eredità un Dio ed un Dio crocifisso? Lo so che il tuo spirito è sempre avvolto nelle tenebre della prova, ma ti basti, mia buona figliola, il sapere che Gesù è con te ed in te (Epist. III, p. 703).
31
Accetta ogni dolore ed incomprensione che viene dallAlto. Così ti perfezionerai e ti santificherai (FSP, 119).

I pensieri sono stati scelti dalle seguenti opere.

Le sigle indicano gli autori e le opere; i numeri arabici le pagine.

A  = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Agonia di Gesù nellorto (meditazione), in Epist. IV, pp. 889-911.

AD = AGOSTINO DA S. MARCO IN LAMIS, Diario, 2a ed. a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S. Giovanni Rotondo 1975.

AdFA  = ALBERTO DEL FANTE, A Padre Pio da Pietrelcina. Laraldo del Signore, Bologna 1931.

AdFP = ALBERTO DEL FANTE, Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina, Bologna 1950.

AP = Archivio Padre Pio, convento cappuccino, San Giovanni Rotondo.

ASN = ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

CE = Consigli-Esortazioni di Padre Pio da Pietrelcina, Foggia 1965.

CS = P. PIO DA PIETRELCINA, Componimenti scolastici, a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S.Giovanni Rotondo 1983.

CT = CARLO TRABUCCO, Il mondo di Padre Pio, Roma 1952.

Epist. I = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, Corrispondenza con i direttori spirituali (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 3a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. II = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaelina Cerase (1914-1915), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 2a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. III = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario III, Corrispondenza con le figlie spirituali (1915-1923), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 4a ed. a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. IV = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario IV, Corrispondenza con diverse categorie di persone (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1984.

ER = E. RISSO, Quando ti vedevamo passare Alba 1971.

GB = GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dallinterno, Firenze 1970.

FFN = FILOMENA FINI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

FM = FRANCESCO MORCALDI, San Giovanni Rotondo nella luce del francescanesimo, Parma 1961.

FSI = FELICE SPACCUCCI, I cinque papi di Padre Pio, Napoli 1968.

FSP = FELICE SPACCUCCI, Padre Pio risponde Napoli 1966.

GC = GIUSEPPE CURCI, Così ho visto Padre Pio, 1964.

GCL = GIUSEPPE CURCI, Linnamorato della Madonna, Napoli 1969.

GdR = G. DE ROSSI, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1926.

GdT = GIUSEPPE DEL TON, Il buon Pastore, San Giovanni Rotondo 1959.

GF = GIORGIO FESTA, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, 1933.

GG = G. GIGLIOZZI, I monili dello Sposo, Subiaco 1958.

GP = G. PEDRIALI, Una figura del nostro tempo, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1952.

LCS = La Casa Sollievo della Sofferenza (Anno, numero e pagina).

LdP = Lettere di Padre Pio presentate dal card. Giacomo Lercaro, Vicenza 1969.

LI = PADRE PIO DA PIETRELCINA, LImmacolata (meditazione), in Epist. IV pp. 855-861.

MC = M. CALBUCCI, La passione di Padre Pio, 2ed., Bologna 1956.

MP = MARIA PREZIOSI, Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, Foggia 1967.

OP = Orologio della passione di Nostro Signore Gesù Cristo a cura del can. A. M. Di Francia, 3ed., Napoli.

T = VINCENZO DA CASACALENDA (a cura di), P. Pio da Pietrelcina. Testimonianze. S. Giovanni Rotondo 1970.

TN = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Tempo natalizio (meditazione), in Epist. IV, pp. 863-888.

VVN = VITTORIA VENTRELLA, Notizie su Padre Pio. Ms. in AP.


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