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aversa francescana

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Un pensiero per ogni giorno dell'anno

Buona giornata a tutti!...

Ci sembra sentire ancora l'eco di questo cordiale augurio con cui Padre Pio era solito congedarsi, ogni mattina, dai fedeli che l'attorniavano.

Perché l'eco di quella voce cara non si spenga, noi vorremmo, con questi pensieri, farla riecheggiare ogni giorno al nostro orecchio e depositarla nel nostro cuore, quale germe di santi propositi e di fruttuose opere.

Semplice, confortante, ed illuminante parola quella del Padre: come un saluto amichevole, un confidenziale buon giorno....

APRILE

1Non ci dice forse lo Spirito Santo che come lanima si accosta a Dio deve prepararsi alla tentazione? Su, dunque, coraggio, mia buona figliuola; combatti da forte e ne avrai il premio riservato alle anime forti (Epist. III, p. 423).
2Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi (CE, 33).
3Guai a coloro che non si mantengono onesti! Essi non solo perdono ogni rispetto umano, ma quanto non possono occupare nessuna carica civile Perciò siamo sempre onesti, scacciando ogni cattivo pensiero dalla nostra mente, e stiamo col cuore sempre rivolto a Dio, il quale ci ha creati e posti sulla terra per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi goderlo eternamente nellaltra (CS, n. 15, p. 74 s.).
4So che il Signore permette questi assalti al demonio perché la sua misericordia vi rende a sé care e vuole che voi pure lo rassomigliate nelle angosce del deserto, dellorto, della croce; ma vi dovete difendere allontanandolo e disprezzando le sue maligne insinuazioni in nome di Dio e della santa ubbidienza (Epist. III, p. 584).
5Osserva bene: sempre che la tentazione ti dispiacerà, non vi è cosa da temere. Ma perché ti dispiace ella, se non perché non vorresti sentirla?

Queste tentazioni sì importune vengono dalla malizia del demonio, ma il dispiacere e la sofferenza che ne risentiamo vengono dalla misericordia di Dio, il quale, contro la volontà del nemico nostro, ritrae dalla sua malizia la santa tribolazione, per mezzo della quale egli purifica loro che vuol mettere nei suoi tesori.

Dico ancora: le tentazioni sono del demonio e dellinferno, ma le tue pene ed afflizioni sono di Dio e del paradiso; le madri sono di Babilonia, ma le figlie sono di Gerusalemme. Disprezza le tentazioni ed abbraccia le tribolazioni.

No, no, mia figliuola, lascia soffiare il vento e non pensare che lo squillo delle foglie sia il rumore delle armi (Epist. III, p. 632 s.).
6Non vi sforzate di vincere le vostre tentazioni perché questo sforzo le fortificherebbe; disprezzatele e non vi ci trattenete sopra; rappresentate nelle vostre immaginazioni Gesù Cristo crocifisso tra le vostre braccia e sopra i vostri petti, e dite baciando più volte il suo costato: Ecco la mia speranza, ecco la viva sorgente della mia felicità! Io vi terrò stretto, o mio Gesù, e non vi lascerò finché non mi abbiate posto in luogo di sicurezza (Epist. III, p. 570).
7Finiscila con queste vane apprensioni. Ricordati che non è il sentimento che costituisce la colpa ma il consenso a siffatti sentimenti. La sola volontà libera è capace di bene o di male. Ma quando la volontà geme sotto la prova del tentatore e non vuole ciò le viene presentato, non solo non vi è colpa, ma vi è la virtù (CE, 34).
8Le tentazioni non ti sgomentino; sono la prova dellanima che Dio vuole sperimentare quando la vede nelle forze necessarie a sostenere il combattimento ed interessarsi con le proprie mani il serto della gloria.

Finora la tua vita fu dinfante; adesso il Signore vuole trattarti da adulta. E poiché le prove della vita adulta sono molto superiori a quella di chi è infante, ecco perché ti trovi in principio disorganizzata; ma la vita dellanima acquisterà la sua calma e la tua calma ritornerà, non tarderà. Abbi pazienza ancora un poco; tutto andrà per il tuo m
9Le tentazioni contro la fede e la purità è merce offerta dal nemico, ma non temerlo se non con il disprezzo. Finché egli strepita è segno che non ancora si è impossessato della volontà. Tu non ti disturbare per ciò che vai sperimentando da parte di questo angiolo ribelle; la volontà sia sempre contraria alle sue suggestioni, e vivi tranquilla, ché non vi è colpa, ma sebbene vi è il compiacimento di Dio ed il guadagno per lanima tua (Epist. III, p. 422 s.).
10A lui devi far ricorso negli assalti del nemico, in lui devi sperare e da lui ti devi aspettare ogni bene. Non ti fermare volontariamente su ciò che il nemico ti presenta. Ricordati che vince chi fugge; e tu devi ai primi movimenti di avversione contro di quelle persone ritrarne il pensiero e far ricorso a Dio. Davanti a lui piega il tuo ginocchio e con umiltà grandissima ripeti questa breve preghiera: Abbi misericordia di me, che sono una povera inferma. Di poi alzati e con santa indifferenza prosegui le tue faccende (Epist. III, p. 414).
11Tieni fermo che quanto più crescono gli assalti del nemico, tanto più Dio è vicino allanima. Pensa e compenetrati bene di questa grande e confortante verità (Epist. III, p. 414).
12Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero. Rammentati per sempre di questo: che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce allintorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro.

Coraggio, mia dilettissima figliuola! Proferisco questa parola con un grande sentimento ed, in Gesù, coraggio, dico: non bisogna temere, mentre che possiamo dire con risoluzione, sebbene senza sentimento: Viva Gesù! (Epist. III, p. 410).
13Tieni per fermo che quanto più unanima è a Dio gradita, tanto più dovrà essere provata. Perciò coraggio ed avanti sempre (Epist. III, p. 397).
14Comprendo che le tentazioni sembrano piuttosto macchiare che purificare lo spirito, ma sentiamo qual è il linguaggio dei santi, e a tal proposito vi basti sapere, fra tanti, quello che dice san Francesco di Sales: che le tentazioni sono come il sapone, il quale diffuso sui panni sembra imbrattarli ed in verità li purifica (Epist. II, p. 68 s.).
15Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere unanima che confida nel suo Signore ed in lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore làncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta questàncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante, altrimenti tutto sarebbe perduto (Epist. II, p. 394).
16Oh, che felicità nelle battaglie spirituali! Basta voler sapere sempre combattere per uscirne certamente vittorioso (ASN, 43).
17Stai attenta a non mai scoraggiarti nel vederti circondata da infermità spirituali.

Se Iddio ti lascia cadere in qualche debolezza, non è per abbandonarti, ma solo per stabilirti in umiltà e renderti più attenta per lavvenire (ASN, 42).
18Camminate con semplicità nella via del Signore e non tormentate il vostro spirito. Bisogna che odiate i vostri difetti, ma con odio tranquillo e non già fastidioso ed inquieto (Epist. III, p. 579).
19La confessione, che è lavacro dellanima, bisogna farla il più tardi ogni otto giorni; io non mi sento tenere le anime lontane dalla confessione più di otto giorni (AP).
20Il demonio ha ununica porta per entrare nellanimo nostro: la volontà; delle porte segrete non ve ne sono.

Nessun peccato è tale, se non è stato commesso colla volontà. Quando non centra la volontà, non centra il peccato, ma debolezza umana (AdFP, 549).
21Il demonio è come un cane rabbioso alla catena; oltre il limite della catena egli non può azzannare alcuno. E tu allora stattene lontano. Se ti avvicini troppo, ti fai prendere (AdFP, 562).
22Non abbandonate lanima vostra alla tentazione, dice lo Spirito Santo, poiché la gioia del cuore è la vita dellanima, è un tesoro inesauribile di santità; mentre la tristezza è la morte lenta dellanima e non è utile a nulla (OP).
23Il nemico nostro, congiurato ai nostri danni, si fa forte con i deboli, ma con chi laffronta con larma in pugno diventa un vigliacco (Epist. II, p. 77).
24Se vi riesce a vincere la tentazione, questa fa leffetto che la liscivia fa sulla biancheria sudicia (AdFA, 158).
25Subirei infinite volte la morte, innanzi di offendere il Signore ad occhi aperti (Epist. I, p. 817).
26Col pensiero e nella confessione non si deve tornare sulle colpe accusate nelle confessioni precedenti. Per la nostra contrizione Gesù le ha perdonate al tribunale di penitenza. Là egli si è trovato dinanzi a noi e alle nostre miserie come un creditore di fronte a un debitore insolvibile. Con un gesto dinfinita generosità ha lacerato, ha distrutto le cambiali da noi sottoscritte peccando, e che non avremo certo potuto pagare senza il soccorso della sua clemenza divina. Tornare su quelle colpe, volerle riesumare soltanto per averne ancora il perdono, soltanto per il dubbio che non siano state realmente e largamente rimesse, non sarebbe forse da considerare come un atto di diffidenza verso la bontà della quale aveva dato prova, lacerando egli stesso ogni titolo del debito da noi contratto col peccare? Torni, se ciò può essere motivo di conforto alle anime nostre, torni pure il pensiero alle offese arrecate alla giustizia, alla sapienza, alla infinita misericordia di Dio: ma solo per piangere su di esse le lacrime redentrici del pentimento e dellamore (GF, 169).
27Nel tumultuar delle passioni e delle avverse vicende ci sorregga la cara speranza della sua inesauribile misericordia: corriamo fidenti al tribunale di penitenza, ove egli con ansia di padre in ogni istante ci attende; e, pur consapevoli della nostra insolvibilità dinanzi a lui, non dubitiamo del perdono solennemente pronunziato sui nostri errori. Poniamo su di essi, come ce lha posta il Signore, una pietra sepolcrale! (GF, 171).
28Le tenebre che a volte circondano il cielo delle anime vostre sono luce: per esse voi vi credete nel buio, ed avete limpressione di trovarvi nel mezzo di un roveto ardente. Infatti quando il roveto brucia, laria intorno si riempie di nembo e lo spirito smarrito teme di non vedere, di non comprendere più nulla. Ma è allora che Iddio parla ed è presente allanima: che ode, intende, ama e trema. 
Non aspettate adunque il Tabor per vedere Iddio quando già lo contemplaste sul Sinai (GF, 174).
29
Cammina allegramente e con cuore sincero ed aperto al più che puoi, e quando non si possa mantenere sempre questa santa allegrezza, almeno non ti perdere mai di coraggio e di confidenza in Dio (Epist. IV, p. 418).
30
Le prove a cui il Signore vi sottopone e vi sottoporrà sono tutti contrassegni della divina dilezione e gemme per lanima. Passerà, mie care, linverno e verrà linterminabile primavera tanto più ricca di bellezze, quanto furono più dure le tempeste (CE, 27).

I pensieri sono stati scelti dalle seguenti opere.

Le sigle indicano gli autori e le opere; i numeri arabici le pagine.

A = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Agonia di Gesù nellorto (meditazione), in Epist. IV, pp. 889-911.

AD = AGOSTINO DA S. MARCO IN LAMIS, Diario, 2a ed. a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S. Giovanni Rotondo 1975.

AdFA = ALBERTO DEL FANTE, A Padre Pio da Pietrelcina. Laraldo del Signore, Bologna 1931.

AdFP = ALBERTO DEL FANTE, Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina, Bologna 1950.

AP = Archivio Padre Pio, convento cappuccino, San Giovanni Rotondo.

ASN = ANGELA SERRITELLI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

CE = Consigli-Esortazioni di Padre Pio da Pietrelcina, Foggia 1965.

CS = P. PIO DA PIETRELCINA, Componimenti scolastici, a cura di P.Gerardo Di Flumeri, S.Giovanni Rotondo 1983.

CT = CARLO TRABUCCO, Il mondo di Padre Pio, Roma 1952.

Epist. I = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, Corrispondenza con i direttori spirituali (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 3a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. II = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaelina Cerase (1914-1915), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 2a ed. riveduta e corretta da Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. III = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario III, Corrispondenza con le figlie spirituali (1915-1923), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, 4a ed. a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1987.

Epist. IV = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario IV, Corrispondenza con diverse categorie di persone (1910-1922), a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1984.

ER = E. RISSO, Quando ti vedevamo passare Alba 1971.

GB = GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dallinterno, Firenze 1970.

FFN = FILOMENA FINI, Notizie su Padre Pio, Ms. in AP.

FM = FRANCESCO MORCALDI, San Giovanni Rotondo nella luce del francescanesimo, Parma 1961.

FSI = FELICE SPACCUCCI, I cinque papi di Padre Pio, Napoli 1968.

FSP = FELICE SPACCUCCI, Padre Pio risponde Napoli 1966.

GC = GIUSEPPE CURCI, Così ho visto Padre Pio, 1964.

GCL = GIUSEPPE CURCI, Linnamorato della Madonna, Napoli 1969.

GdR = G. DE ROSSI, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1926.

GdT = GIUSEPPE DEL TON, Il buon Pastore, San Giovanni Rotondo 1959.

GF = GIORGIO FESTA, Tra i misteri della scienza e le luci della fede, 1933.

GG = G. GIGLIOZZI, I monili dello Sposo, Subiaco 1958.

GP = G. PEDRIALI, Una figura del nostro tempo, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1952.

LCS = La Casa Sollievo della Sofferenza (Anno, numero e pagina).

LdP = Lettere di Padre Pio presentate dal card. Giacomo Lercaro, Vicenza 1969.

LI = PADRE PIO DA PIETRELCINA, LImmacolata (meditazione), in Epist. IV pp. 855-861.

MC = M. CALBUCCI, La passione di Padre Pio, 2a ed., Bologna 1956.

MP = MARIA PREZIOSI, Lucia Fiorentino, figlia spirituale di Padre Pio, Foggia 1967.

OP = Orologio della passione di Nostro Signore Gesù Cristo a cura del can. A. M. Di Francia, 3a ed., Napoli.

T = VINCENZO DA CASACALENDA (a cura di), P. Pio da Pietrelcina. Testimonianze. S. Giovanni Rotondo 1970.

TN = PADRE PIO DA PIETRELCINA, Tempo natalizio (meditazione), in Epist. IV, pp. 863-888.

VVN = VITTORIA VENTRELLA, Notizie su Padre Pio. Ms. in AP.

Un grazie per la concessione alla diffusione AI PADRI CAPPUCCINI di S.Giovanni Rotondo.


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